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Stefania Romito Giornalista & Scrittrice
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LA DIALETTICA DI HEGEL E L’AVVENTO DELLO SPIRITO ASSOLUTO

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di Stefania Romito

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Hegel chiamò “dialettica” quel processo attraverso il quale il finito si risolve nell’infinito. Questo divenire è costituito da tre momenti essenziali: la tesi (l’essere in sé), l’antitesi (l’essere fuori di sé) e la sintesi (il ritorno a sé). La dialettica si svolge in un processo continuo in cui ogni essere realizza se stesso trasformandosi in qualcosa d’altro.

Hegel condivise con Eraclito la concezione che nulla è stabile e che la realtà consiste in un processo di costante divenire. Un seme diventa comprensibile solo alla luce del destino che lo attende, ossia il fatto di diventare pianta. Nel seme (tesi) è già potenzialmente contenuta la pianta (sintesi), ma affinché lo sviluppo si possa compiere è necessario che il seme si trasformi radicalmente, ovvero si “neghi come tale” nel momento dell’antitesi. Questo intero processo potrebbe essere definito “circolo”. Un processo finito che si conclude con l’avvento dello Spirito Assoluto, il cosiddetto “infinito buono” che si contrappone all’”infinito cattivo”, ossia a quel processo che non trova mai una soluzione. Il cattivo infinito è destinato a rimanere perennemente irrisolto. Una continua rincorsa dell’essere rispetto al dover essere.

Seguendo la concezione della successione triadica hegeliana di tesi, antitesi e sintesi, è presumibile pensare che ogni minima e insignificante parte di realtà possiede una propria ragione d’essere, un proprio valore specifico. Hegel, infatti, afferma che tutto il reale è razionale, di conseguenza ciò che noi chiamiamo “caso” o “fortuna” non esiste. È soltanto il prodotto di un tipico errore umano, frutto dell’abitudine nel considerare il finito in quanto tale e non come momento di un processo. Ogni evento, alla luce del tutto, trova una sua spiegazione logica.

È soprattutto nell’applicazione alla storia che la concezione hegeliana ha dato i risultati più interessanti. Nella sua opera “Fenomenologia dello spirito” (1807) Hegel racconta le tappe storiche in cui si è prodotto un avanzamento progressivo dello Spirito. Queste tappe (che vengono denominate “figure dello spirito”) vengono descritte come ingranaggi di un meccanismo inevitabile. Nella storia non vi sono fatti giusti o sbagliati, negativi o positivi. Tutto ciò che è accaduto (comprese le guerre e gli eventi più efferati) ha avuto una sua precisa ragion d’essere. Questa teoria viene ricordata con il termine di “giustificazionismo”.

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