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Stefania Romito Giornalista & Scrittrice
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L’ESTASI NELLO SCIAMANESIMO

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di STEFANIA ROMITO

SCIAMANESIMO2

Il termine sciamano, che deriva dalla lingua tungusa e significa “colui che è in stato di estasi, indica un tipo di esperienza mistica che si presenta con tratti simili in situazioni geografiche e culturali fra loro differenti.

Anche se deve sottoporsi a un duro tirocinio presso un maestro, lo sciamano non acquista il suo potere mettendo a frutto l’esperienza. Si tratta di un dono concesso a pochi che si rende visibile nella fase adolescenziale come vocazione. Nell’età adulta si manifesta tramite una gamma di fenomeni fra cui spicca l’inversione sessuale. Lo sciamano presenta forti caratteristiche di androgino e sviluppa caratteristiche sempre più femminili sino a costituire una famiglia con un altro maschio.

Attraverso un tirocinio molto duro (isolamento, digiuno) lo sciamano entra in possesso della facoltà di passare a suo piacimento alla condizione di estasi. Secondo la psicopatologia si tratta di un individuo psichicamente instabile, tuttavia in grado di porre sotto controllo e perfino di sfruttare positivamente la propria labilità neurovegetativa. Mircea Eliade, in Lo sciamanesimo e le tecniche arcaiche dell’estasi, dichiara che l’unica differenza rispetto a uno psicotico è che lo sciamano è in grado di instaurare a proprio piacimento gli stati di dissociazione mentale.

La trance sciamanica si manifesta o mediante l’invasamento, uno stato di possessione da parte di una potenza esterna (uno spirito, un animale) simile a quello che Platone chiamò “entusiasmo”, oppure attraverso il “volo dell’anima” in grado di abbandonare temporaneamente il corpo e di compiere peregrinazioni nel mondo degli spiriti (realizzando l’ubiquità). I poteri esibiti dallo sciamano nello stato di raptus comprendono anche l’iper-resistenza al dolore e l’insensibilità alle ferite.

Nelle società tribali queste caratteristiche ne fanno il depositario di una sapienza superiore, gli conferiscono abilità nella divinazione, nella poesia, nella medicina, con l’assunzione di rilevanti responsabilità sociali. In Occidente lo sciamanesimo si è rivelato ancora presente in tempi recentissimi presso le popolazioni artiche. Si suppone tuttavia che in tempi pre-storici fosse diffuso ovunque, sia nel Nord-Europa (druidismo) sia nei Paesi mediterranei, Grecia compresa. Empedocle e Pitagora vanno considerati gli ultimi esempi di uomo-medicina della tradizione arcaica. Lo sciamanesimo era ancora vivo nell’estremo Nord dell’Europa agli inizi del Novecento ed è stato documentato con notevole rigore dalla moderna antropologia scientifica.

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